Gravi cerebrolesioni acquisite

La parola “grave cerebrolesione acquisita” indica una grande varietà di lesioni cerebrali acute di origine traumatica o di altra natura, ma tutte caratterizzate da un periodo di coma più o meno prolungato, e dalla presenza di menomazioni di vario genere, tali comunque da comportare una disabilità significativa.

Il risveglio dal coma è un percorso molto complesso, in cui il paziente passa da uno stato di caos assoluto primordiale, a una graduale e delicata opera di ricostruzione motoria, intellettiva, affettiva.

Questo risveglio dal coma non è mai immediato. Già con l’apertura degli occhi termina lo stato di coma vero e proprio, ma il paziente spesso non è ancora in contatto con l’ambiente esterno e le persone a lui vicine in modo evidente. In realtà recenti studi di RMN funzionale evidenziano come le persone durante questo “stato vegetativo persistente”, attivino aree della corteccia, ad esempio in risposta ad atti motori richiesti da un esaminatore, anche senza alcuna risposta visibile evidente. E’ chiaro come dietro questa apparente non-coscienza ci sia un mondo ancora tutto da scoprire e da decifrare! Nei casi in cui le funzioni cognitive progressivamente si ripristinano, si constaterà man mano come il trauma avrà “frantumato” la persona e quanto sarà necessaria una ricostruzione, da cui riemergerà un’identità in parte uguale, in parte diversa da quella precedente. Ciò comporterà un lungo percorso di accettazione sia da parte del paziente che del suo nucleo familiare. È difficile stabilire sin dall’inizio quale sarà il futuro di un paziente in stato vegetativo. Ciascuno ha una storia a sé; tuttavia qualche generalizzazione può essere fatta.

Dal momento del risveglio, infatti, inizia un lento cammino di recupero, sia motorio che cognitivo, che coincide con la fase riabilitativa e che potrà durare da qualche mese a diversi anni. Questo percorso riproduce e ripercorre le sequenze dello sviluppo psicomotorio del bambino, oltre a dover fare i conti con i danni più o meno gravi che la causa del coma stesso può aver lasciato. Il paziente che riemerge da un coma subisce sempre una sorta di regressione, in cui rimangono elementi della storia, dei ricordi e dei pensieri precedenti, ma comunque frammentati. Ogni essere umano infatti, fin dalla crescita nell’utero materno, si sviluppa e si integra con l’ambiente esterno secondo una precisa evoluzione spazio temporale, in un processo ordinato che si svolge in una costante integrazione tra percezione, movimento e coscienza, secondo una precisa sequenza evolutiva. Questa persona “nuova” è come se si trovasse eradicata dalla propria cornice spazio-temporale, non riconosce più il proprio corpo, il proprio spazio e il mondo che la circonda. Tempo e spazio, i due parametri che danno ordine agli stimoli che provengono dall’interno e dall’esterno del corpo sono stravolti, e proprio per questo devono diventare il binario maestro dell’intervento riabilitativo, attraverso cui ripercorrere i processi sequenziali delle tappe di sviluppo neuromotorio, proprio come avviene nel bambino.